Come si è formata l'Etna
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I prodotti effusivi del Trifoglietto II si trovano sulla parete meridionale della Valle del Bove (dove per un breve tratto si sovrappongono alla serie piroclastica del Trifoglietto II) e a Est del Monte Zoccolaro, dove hanno un spessore superiore ai 300 m.
Le colate di lava di questo vulcano sono di due tipi: le prime sono di colore chiaro e sono distribuite nella Valle del Bove a Est (Timpa di Macchia) e a Sud (Monte Po). Quelle soprastanti sono più sottili e più scure, con uno spessore che aumenta andando verso Est, da 50 a oltre 100 m. La bocca eruttiva era probabilmente posta verso il centro della Valle del Bove. |
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I prodotti emessi dal centro eruttivo Vavalaci consistono in sottili colate di lava, separate da strati di scorie, con spessore totale di 250 m a Sud-Ovest della Valle del Bove, decrescente verso Nord e verso Est. A Nord ricoprono la serie piroclastica del Trifoglietto II e a Est quella effusiva.
Il centro eruttivo doveva essere sotto il Piano del Lago, a Ovest rispetto ai vulcani precedenti. La cima di questo piccolo vulcano a scudo aveva una depressione che in parte si vede ora nel taglio a Nord del Canalone della Montagnola, dove è profonda circa 200 m e larga 600 m.
Il centro eruttivo di Cuvigghiuni deve essersi formato in seguito a fasi prevalentemente esplosive dalla stessa bocca di alimentazione del Vavalaci. I prodotti piroclastici attribuiti a questo vulcano, consistono infatti in un deposito di circa 200 m di spessore che riempie la depressione sommitale del Vavalaci. All'esterno della depressione, in particolare verso Nord, si trovano solo alcuni depositi di tufo riferibili a questo vulcano. |
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Il Mongibello è un grosso cono che copre la zona centrale dell'attuale massiccio dell'Etna e ne comprende più di un terzo del volume. Si tratta del centro eruttivo più recente ed è sede delle bocche sommitali attuali. La vita di questo apparato può essere suddivisa in più fasi: Mongibello antico e Mongibello recente, separate dalla formazione della caldera del Cratere Ellittico e Mongibello moderno, rappresentata dalle eruzioni storiche.
I prodotti del Mongibello antico costituiscono quasi il 90% del volume del cono e si vedono con spessori di 100-200 metri sulla parete Nord della Valle del Bove, con qualche decina di metri in cima alla parete meridionale e con 400 m sulla parete occidentale, nel punto chiamato Belvedere. |
L'attività del Mongibello antico inizia probabilmente dal centro eruttivo chiamato Ellittico. I prodotti consistono prevalentemente in colate di lave intercalate a qualche strato di prodotti piroclastici. Alla fase esplosiva esplosiva più intensa si attribuisce il flusso piroclastico sceso fino a Biancavilla.
L'attività di questo centro termina intorno a 14.000 anni fa con lo sprofondamento della parte superiore del vulcano e la formazione della Caldera dell'Ellittico, una struttura con circa 4 km di diametro, interamente riempita dai prodotti del Mongibello recente. |
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Un altro centro eruttivo, detto del Leone, si sarebbe formato all'interno della caldera dell'Ellittico, vicino al bordo verso Nord-Ovest. L'attuale depressione della Valle del Leone, è da alcuni autori interpretata come l'evidenza del collasso della parte sommitale di questo vulcano che avrebbe segnato la fine della sua attività, mentre altri lo considerano solo una piccola depressione valliva, priva di indizi di attività locale. |
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